PRESENTAZIONE DEL LIBRO :

“LE CONFRATERNITE RELIGIOSE E LA CHIESA DEL ROSARIO DI GAGLIANO   ICONA CONFRATERNALE”

 

“Uno dei principali motivi che ci ha spinto a dare alla stampa questo lavoro risiede

nella convinzione che ogni borgo, ogni casale come pure ogni singolo uomo,

avverte perentorio il bisogno di non essere privato delle proprie radici e di conservarne

la memoria attraverso una scrupolosa e attenta ricostruzione di fatti, avvenimenti,

vicende, usi e consuetudini che, stratificandosi nel tempo, ne hanno modellato

l’identità storico culturale e formato la comunità, oggi, dotata di un bagaglio

di valori etico-sociali-religiosi, in grado di distinguerla e caratterizzarla.

Tuttavia, occorre evitare il pericolo di portare l’intera comunità, o una parte di

essa, fuori dal tempo, relegando i valori del passato ad un ruolo di semplici ricordi

fine a se stessi e privi di significato per il presente, anzi, al contrario, occorre che siffatti

valori contribuiscano ad arricchire il patrimonio culturale di ognuno sulle cui

premesse costruire il futuro delle nuove generazioni, integrandoli sapientemente

con i nuovi modelli di vita.

Per far questo è necessario conoscerli, amarli e non dimenticare che solo essi

possono offrire una chiave di lettura corretta per capire chi siamo, chi eravamo, cosa

facevamo e cosa vogliamo essere”.

Così si esprime l’Autore, il dottor Caroleo, in una delle pagine del libro “La

Chiesa del Rosario icona Confraternale” che ho il piacere di presentare.

Quello dell’Autore è un “viaggio nella storia religiosa” del borgo di Gagliano,

ubicato alle porte della Città di Catanzaro, che è diventato nel tempo un pellegrinaggio

alla fonte del Vangelo e alla riscoperta della propria fede e della bellezza trascendente;

un viaggio che si fa ricerca di senso.

Il suo pellegrinaggio ha inizio da un evento luttuoso: la morte del caro genitore,

membro della Confraternita del “SS.mo Rosario”. La sana curiosità di conoscere

chi fossero quelle persone che d’improvviso comparvero accanto al corpo del padre

lo portò a scoprire l’esistenza della Confraternita e a riaccostarsi al mondo della

fede nella gradualità della conoscenza e della comprensione, sforzandosi di vi-

verla e di testimoniarla autenticamente, avvertendo il vivo desiderio di trasmetterla

alle future generazioni.

Di questo mondo della confraternita il dott. Caroleo ci svela luci e ombre, pone

domande, offre risposte – quando suffragate da fonti e da testimonianze certe –

apre orizzonti, svela radici storiche che possono rischiarare il cammino attuale.

Secondo la tesi proposta dall’Autore, le radici storiche del fenomeno confraternale

sono da ricercarsi nell’associazionismo, già presente sia nella società greca

che in quella romana. Le confraternite ecclesiali avrebbero mutuato la loro forma

da dette realtà sociali ben radicate, ma distinguendosi nel loro costituirsi per i contenuti

e le motivazioni di natura evangelica.

Le confraternite religiose, in genere, si sono edificate attorno a quattro pilastri

fondamentali: il culto, la catechesi, la penitenza e la carità.

Dobbiamo essere grati all’Autore perché la sua appassionata ricerca consente a

tutti noi di scoprire la storia di un “rivolo” locale, che ha contribuito e continua nell’oggi

ad alimentare il grande fiume della storia universale.

Gli siamo grati, inoltre, perché la sua esperienza è per tutti noi stimolo, affinché

non viviamo passivamente o con superficialità gli eventi che ci accadono, ma

possiamo andare alla ricerca di quel senso recondito che non sempre appare di primo

acchito.

Auguro all’autore di maturare sempre più nell’approfondimento della propria

fede, così come auguro che il suo lavoro contribuisca a rivitalizzare nella nostra Diocesi

le molte confraternite – un cammino già intrapreso dalla Confraternita del Rosario

di Gagliano – affinché ritornino ad alimentarsi alle fonti evangeliche, e trovino

così forza e vigore per essere nella Chiesa e nella società fermento di rinnovamento

nello spirito del Concilio Vaticano II.

MONS. ANTONIO CILIBERTI – ARCIVESCOVO METROPOLITA

DELLA DIOCESI DI CATANZARO - SQUILLACE

Catanzaro, 16 luglio 2004,

Solennità di San Vitaliano, Patrono della Diocesi e della Città di Catanzaro

  

INTRODUZIONE

 

Prosegue fertile e qualificata la pubblicistica storica riguardante i fenomeni sociali

raccordati al mondo ecclesiale anche se ancorati a specchi territoriali ristretti.

Mi riferisco – esemplando a questa monografia di Antonio Caroleo.

La mia segnalazione è densa di motivate connotazioni peculiari assai: il territorio

di Gagliano (rilevante borgo di Catanzaro di cui certamente rappresenta per

antichità il prototipo); le vicende plurisecolari della gloriosa Confraternita del ss.

Rosario cadenzate da eventi sorti per fede tessuta da militanze semplici e minute.

Il luogo è stato frequentato negli anni dalle ricerche e dalle indagini generose

e colte di Luigi De Siena, oggi ulteriormente portate avanti per scoprire le dimensioni

cristiane di quella comunità. Vi sarà ulteriore slancio con studi antropologici

e sociologici che riveleranno la ricchezza umana di quel laborioso gruppo sociale che

pur vivendo nell’ambito dell’agglomerato urbano mantiene un suo certo carattere

distintivo scaturente da una maggiore integrità e da un modus vivendi costruito su

di una laboriosità concreta.

Il campo studiato oculatamente da Caroleo è quello confraternale, forma parallela

e prudente delle corporazioni di arti e mestieri nate da un comune humus:

la sacralizzazione del lavoro ed il solidale comporsi. Vi è la consapevolezza della dignità

del corpo sociale esprimente il sodalizio e l’accentuata democrazia interna e

l’assunzione di un modus paritario rispetto ad altri ordinamenti sovente vessatori.

Antonio Caroleo dà spessore e consistenza a contadini ed artigiani ed ai nascenti

gruppi nuclei della maestranza e consacra funzioni e ruoli nell’impianto di

una associazione dove fra eguali si celebra l’ideale della cooperazione nella gestione

comune di un organismo sociale dove esigenze e bisogni sono cristianamente

soddisfatti sotto il velo del riserbo e con il riverbero di una fede schietta che accomuna.

L’esposizione è chiara e consequenziale, le ricerche condotte in solitudine e con

scarne referenze testuali ma con esito valido, innovativa la considerazione del pa-

trimonio artistico ed architettonico I versanti percorsi dall’Autore rendono preziosa

la messa in luce di un mondo appartato e silente cui viene tolto il grigio della polvere

restituendo nitidezza e pregnanza.

L’arcivescovo metropolita Antonio Ciliberti, pur oberato dalla missione del

magistero e della pastoralità assolta con tanta intensa dignità con la sua parola ha

incoraggiato e confortato. Sono sicuro che i confratelli, i catanzaresi e gli studiosi

presteranno all’Autore consensi gratificanti per il suo intento di storicizzare una così

lunga sequenza di profittevole presenza e di animazione.

La religiosità popolare nelle sue estrinsecazioni quotidiane, l’esigenza di rivestire

comportamenti con riti e modi esplicativi, l’esigenza di decoro e di dignità dei

luoghi deputati (chiesa, oratori, ecc.) con la provvista di opere artistiche, la rotazione

degl’incarichi di responsabilità e di governo, Antonio Caroleo con penna sicura

ha tracciato con freschezza così rivelandoci la valenza di uomini e di donne che

da centinaia di anni testimoniano una fede interiormente vissuta.

Da anni studio come posso il mondo delle confraternite e dei gruppi minori e

conosco la difficoltà del procedere ed è pertanto con pienezza di sentimenti e con

schiettezza che gli esprimo il mio apprezzamento vivo.

 PROF.  CESARE MULE’

 

PREFAZIONE

 

L’idea di intraprendere un viaggio nella storia religiosa della comunità di un

antico borgo, alle porte della città di Catanzaro, ci è venuta osservando il ripetersi

ciclico di feste e tradizioni religiose, nonché le mirabili opere tenacemente

edificate, pietra su pietra, dai nostri predecessori.

Il fine è quello di contribuire a mantenere vivo e vitale il sentimento di fede

e devozione che per secoli ha illuminato la via di tanti nostri fratelli e far conoscere

il variegato mondo dell’associazionismo laicale nonché la sua riconosciuta

vitalità ben rappresentata nella nostra comunità.

Ci piace iniziare riportando alcune delle ragioni che hanno dato origine a

questo lavoro che per inclinazione, per formazione e per professione non è certo

a noi adatto.

Capita, però, nella vita di ognuno, aldilà delle fatiche quotidiane necessarie

per crescere e progredire, di avvertire il bisogno di impegnare le energie intellettuali

nella ricerca di quei giusti valori contenuti negli atti, nelle opere, nelle gesta,

nelle attività delle persone, giunte fino a noi, con il proposito di consegnarli

ad altri, i nostri figli prima di tutto, al fine di aggiungere valore al valore.

Nulla di più edificante ha l’uomo se non la soddisfazione di dare significato

alla propria vita, affinando, giorno dopo giorno, il senso morale, etico e religioso

cui il Padre Celeste ci ha dotato.

Ragion per cui ci siamo impegnati in questo lavoro ritenendo, senza presunzione

alcuna, che esso sarà utile a quanti continueranno a cercare nelle azioni

degli uomini il senso vero della nostra e altrui esistenza, seguendo il suggerimento

del Sommo Poeta «Considerate la vostra semenza / fatti non foste a viver

come bruti / ma per seguir virtute e canoscenza”.

In verità scrivere non è stata mai la nostra principale aspirazione; al contrario,

leggere dozzine di libri, questo si, per dovere durante gli studi scolastici, per

brama di conoscenza in seguito. Ed è a questa smisurata voglia di apprendere che

riconosciamo, prima di tutto, il merito di averci permesso di apprezzare il lavoro

di tanti personaggi illustri che con le loro penne, hanno scritto, loro sì, pagine incantevoli

sulle persone, sulle cose e sui luoghi di quest’ameno lembo di terra calabra;

poi di aver acceso in noi l’amore per la terra natia e, infine, il desiderio di

colmare la lacuna rappresentata dalla povertà di testimonianze scritte sull’umile

quanto antico borgo, consentendoci di documentare secoli di storia locale.

È pur vero che in passato sono stati scritti alcuni volumi sulla storia del casale,

ma sono gli unici e non scandagliano completamente gli aspetti di un sentire religioso,

profondo e radicato nell’animo della nostra gente; lo stesso autore dei volumi

ha lamentato l’estrema difficoltà di reperire fonti storiografiche, documenti

o, sia pure, brevi cronache in grado di illuminare il buio sentiero dei secoli.

Pur tuttavia, nonostante le forti motivazioni, da sole non sarebbero bastate

a spingerci in questa “affascinante avventura” se non fosse stato per il fatto che

ha arricchito la nostra esistenza: il culto; nella consapevolezza che un lavoro siffatto

ha, necessariamente, radici spirituali profonde, risiede cioè in un cammino

di rinnovamento sufficientemente meditato e vissuto attraverso i misteri del ciclo

liturgico e i misteri di Cristo.

La forza dello Spirito Santo ha agito e agisce cambiandoci il cuore, perché

solo attraverso un cambiamento interiore può trovare spazio l’esteriorizzazione

in opere come quella che presentiamo. Questa servirà, a noi ed ad altri, ci auguriamo,

per sostenere e rinsaldare un nuovo e rinnovato slancio di fede.

Fin da bambini i nostri genitori, prendendoci per mano, ci hanno condotto

alle funzioni religiose, ciclicamente ripetute nel corso dell’anno liturgico, parlandoci

continuamente di quanto possa essere gratificante vivere da buoni cristiani.

Crescendo abbiamo coltivato altri interessi, a volte smarrito la strada, altre

volte disatteso gli insegnamenti dei propri cari, ma è pur sempre rimasto nel

cuore un forte sentimento devoto, esploso magari a seguito di un episodio doloroso

che ognuno vorrebbe evitare ma che, ahi noi, giunge per tutti. Un brutto

giorno, dopo una lunga malattia e come natura vuole, chi ci ha generato raggiunge

il Creatore. Stretti intorno al feretro, pieni di mestizia, si pensa che nulla

potrà consolarci quando, inaspettatamente, alcuni signori in abito confraternale

e con doveroso rispetto compiono un gesto simbolico: depongono sulla bara una

mantellina nera e una medaglia. Superato lo stupore iniziale si è colpiti dal nobile

gesto che, sebbene non restituisca la vita al defunto, infonde speranza e fede

in chi rimane.

Chiesta ragione di un simile gesto, si apprende che il caro genitore è appartenuto,

in qualità di confratello, al pio sodalizio della Madonna del SS Rosario e

che, in tal modo, i confratelli intendono tributargli l’estremo saluto.

Da quel momento il latente sentimento di fratellanza emerge e l’attaccamento

al sodalizio diventa ogni giorno più forte. Seguendo le orme del caro estinto

ci iscriviamo alla fratellanza del ss. Rosario. Ovviamente la frequenza stimola

alcune domande: come mai un simile sodalizio cosi ricco di storia, cultura religiosa

e tradizioni antiche è poco noto e conosciuto? Perché nessuno si è mai

preoccupato di vergarne la storia? Queste semplici domande generano la voglia

e il desiderio di intraprendere un lavoro arduo, difficile, ma alla fine estremamente

gratificante.

In primo luogo, occorre approfondire la conoscenza del fenomeno confraternale,

quindi ripercorrere le tappe del suo sviluppo nella nostra piccola comunità,

indi dare lustro alle opere mirabilmente compiute dai predecessori.

Prende allora corpo l’idea di sviluppare il lavoro in tre parti, e così è stato.

La prima, si occupa dell’evoluzione delle associazioni laicali nel corso dei secoli,

ponendo in risalto il ruolo da queste svolto a sostegno dell’azione della Chiesa

cattolica. Convinti come siamo che esse affondano le radici nel cristianesimo,

del quale hanno condiviso le sorti, alternando periodi di massimo splendore a

periodi bui (durante i quali si è temuta l’estinzione) tra alterne vicende, alimentandosi

alle stesse fonti evangeliche hanno trovato forza e vigore per rinnovarsi

e giungere fino ai nostri giorni, vive e vitali.

Questa parte si compone di quattro capitoli: il primo analizza le caratteristiche

del fenomeno associativo, da cui trae origini, sviluppatosi ancora prima

della comparsa del Cristianesimo (fratrie greche e collegi opificium romani); il

secondo elabora i caratteri dell’associazionismo evolutisi nell’agape cristiana, nei

cenobi e nelle prime forme di monachesimo da cui ha tratto vitalità e spunti per

ben operare, in sintonia con i precetti evangelici; il terzo analizza il variegato

mondo delle confraternite laicali durante lo sviluppo degli ordini religiosi in epoca

medievale; il quarto pone in risalto le caratteristiche antiche e moderne delle

confraternite e ne traccia una classificazione per scopi e finalità.

La seconda parte, come accennavamo, si occupa dell’evoluzione della fratellanza

laicale nel piccolo sobborgo di Gagliano, il quale, sebbene microcosmo,

presenta in sé tutti i caratteri generali rilevati nell’evoluzione delle fratellanze come

descritte nella prima parte.

I tre capitoli di cui è composta, mettono in evidenza come la chiesa di santa

Caterina d’Alessandria prima, chiesa del Rosario dopo, e le omonime fratellanze

in essa erette, rappresentino un’icona in cui è possibile leggere, in generale,

la storia dell’evoluzione del fenomeno confraternale, dalle origini a oggi. Non

è un caso se nel piccolo sobborgo è stata rinvenuta la presenza di Collegi romani

e, in seguito, l’alternarsi di due Ordini religiosi: i monaci di san Basilio e di san

Domenico, che hanno dato origini rispettivamente alle due confraternite: quella

di santa Caterina e quella del ss. Rosario. Il loro arrivo nella comunità di Gagliano

ha trovato terreno fertile, accresciuto poi dal loro esempio e ricchezza spirituale.

Infine abbiamo analizzato l’ordinamento democratico della fratellanza, i riti,

le processioni e le costumanze dei fedeli devoti, soffermandoci, in modo speciale,

sulla devozione riservata alla Vergine del S. Rosario.

Nella terza ed ultima parte non potevamo omettere di sottolineare in che

modo la fratellanza ha esplicitato la propria fede e devozione, descrivendo la

chiesa e lo straordinario patrimonio d’arte sacra in essa custodito; anche perché,

conoscere l’intima devozione e la fede privativa dei nostri avi, attraverso le opere

compiute, può e deve rappresentare un esempio per tutti e uno sprono a ben

operare per l’avvenire.

La parte si compone di due capitoli: il primo descrive la chiesa e le sue inusitate

bellezze, senza trascurare di citare importanti chiese e edifici di culto ancora

oggi presenti e altre andate irrimediabilmente perdute, allo scopo di evidenziare

quanto profondo e radicato sia stato e sia ancora il sentimento religioso

della nostra piccola comunità. Il secondo si occupa del patrimonio sacro, custodito

e tramandato fino a noi con spirito d’abnegazione e con enormi sacrifici.

Ogni opera descritta porta con sé storie affascinanti e degne di essere conosciute.

Molte di esse con aspetti prodigiosi, pregni di significato.

Infine, un ultimo capitolo conclude il lavoro ponendo in risalto l’opera meritoria

delle confraternite e quanto di prezioso mantengono e possono offrire alla

comunità cristiana.

Il lavoro si chiude con un auspicio, quello di dar forza e vigore ad un fenomeno

straordinario, vissuto con entusiasmo dai nostri progenitori e degno di essere

tramandato ai posteri.

Il volume è arricchito da una gran quantità di foto e documenti inediti che

ci hanno permesso di capire e comprendere meglio le origini e l’evoluzione dell’associazionismo

laico nel nostro sobborgo e possono rappresentare, per gli studiosi,

materiale prezioso per una più approfondita analisi del fenomeno.

Pubblicando questo lavoro ci aspettiamo che la comunità aumenti la devozione

e l’attaccamento alla fratellanza e che menti e intelletti illuminati s’interessino

al sito e a ciò che in esso sopravvive, per non lasciare cadere nell’oblio secoli

di storia.

Gagliano, 7 ottobre 2004, festa della Vergine del SS. Rosario.

L’Autore (ANTONIO CAROLEO)