Cenni Storici della Chiesa del SS. Rosario
La
chiesa sorge nel rione “Gonio” ed è
disposta, come tutte le chiese di epoca bizantina, con la facciata principale
orientata ad occidente e “abside”rivolto
ad oriente.
Si staglia maestosa nel cielo azzurro e presenta la classica forma a
croce latina, composta da tre navate, transetto, altari laterali e abside a
forma di semicerchio stretto. Il tetto è articolato in tre settori, quello
sulla navata principale (soprelevato
rispetto a quelli laterali ), quello della copertura del transetto posto più in
basso e quello dell’abside
a forma di cupola schiacciata, simile ad un cappellino cinese.
Come abbiamo avuto modo di affermare nel secondo capitolo ( Storia della Chiesa del Rosario e della omonima Confraternita, Volume in via di Stampa, scritto dal Confratello Antonio Caroleo) la chiesa alle sue origini doveva avere dimensioni minori e, poiché pensiamo sia stata edificata su un ipogeo basiliano, non a caso presentava la tipica forma a croce greca, ossia con transetto centrale e quattro absidi disposte ai lati. In effetti le colonne portanti che si elevano dal transetto costituiscono il prolungamento naturale del vano sottostante il pavimento, sede dell’antico ipogeo. E’ interessante osservare che le misure del transetto, e quindi del vano sottostante, sono corrispondenti a quelle usuali per le chiese antiche ossia cinque metri per sette circa.
E’ dotata di due portali d’accesso , uno più grande sulla facciata principale e l’altro su quella laterale rivolta a sud, più piccolo e più antico.[1] Sul lato nord svetta la torre campanaria con forma quadrata.
Sulla
facciata principale, ed esattamente sul portone d’ingresso risalta un
bassorilievo raffigurante tre colli alla cui sommità svettano tre rose, simbolo
della confraternita del Rosario. Questo dimostra che la sua realizzazione non può
essere avvenuta ad opera dei confratelli di Santa Caterina ma, sicuramente è
opera dei confratelli del Rosario e quindi
dopo il 23 agosto del 1712, data di nascita della Confraternita del
Rosario. La chiesa, come sostenuto
nel capitolo secondo paragrafo due, è molto più antica ed anche la
Sovrintendenza ai Beni culturali della Calabria data la fondazione
dell’edificio al XIII secolo attribuendo ai rifacimenti successivi lo
stile barocco e quindi anche lo stemma suddetto.
L’accesso della chiesa è sopraelevato rispetto al piano stradale e per raggiungerlo occorre salire una scala. Sul lato opposto della scala si erge la cupola a semicerchio stretto nel cui interno si trova l’altare principale e l’abside coperto da una cupola piatta. A ridosso dell’edificio vi sono delle costruzioni adibite ad abitazioni civili, alcune recenti altre più antiche. Tutte, comunque, impediscono di godere delle bellezze della chiesa che viene così parzialmente nascosta all’occhio del visitatore.
La cupola fu ultimata in epoca piuttosto recente ed è opera di un nostro compaesano l’Ingegner Antonio Zinzi [2] che progettò e diresse i lavori di completamento. Alle varie fasi di lavoro sono destinate più riunioni di cattedra e assemblee dei confratelli[3] i quali, dopo le solite discussioni e il vaglio delle numerose proposte, decisero di adottare la soluzione consigliata dall’Ingegnere Zinzi.
Accanto alla cupola si erge il campanile alla cui sommità un vano ospita le campane. In cima alla torre è posta una croce in ferro battuto orientata a sud [4], alla cui base è attaccata la figura di un cavallo sempre in ferro battuto che ruota in direzione del vento (vedi foto n°..). la tecnica muraria adoperata per la costruzione del campanile è a pietre locali di natura tufacea sovrapposte e legate con malta cementizia e zappature in cotto. Non presenta iscrizioni utili per stabilire la data di costruzione. Ad occhio profano sembrerebbe avvenuta in tempi diversi, avendo seguito, presumibilmente, le fasi di costruzione della chiesa. Le sue dimensioni in origine dovevano essere adeguate alle dimensioni della chiesa, sicuramente più piccola. La sommità del campanile si raggiunge attraverso una scala interna che conta n° 33 gradini, al centro del vano scala corrono due catene che raggiungono le campane e ne permettono il suono.
La tecnica di suono delle campane è sempre la stessa, rimasta immutata per centinaia di anni, e tramandata con cura di generazione in generazione, appresa fin da bambini dopo un lungo tirocinio. Suonare le campane ha un fascino particolare perché il loro suono richiama l’attenzione di tutti; chi suona le campane è consapevole che ognuno, secondo un codice prestabilito, legge nel susseguirsi dei rintocchi un differente messaggio; è quasi come utilizzare l’ormai pensionato alfabeto morse. Ogni rintocco a un significato, il numero dei rintocchi, singoli ad intervallo o consecutivi, ha un significato, se provengono dalla campana piccola o dalla grande ha un significato, se inizia prima la piccola e poi la grande e viceversa ha un significato. Esiste cioè un codice di segnali che va appreso, e saputo usare poiché l’intera popolazione del casale accorre con umore differente a seconda del messaggio ricevuto.
All’interno della chiesa vi sono altre campane di dimensioni ridotte e dei campanelli non più utilizzati che in passato segnavano alcuni momenti importanti delle funzioni liturgiche.[5]
[1] le misure della chiesa sono contenute nella piantina riportata in appendice.
[2] Zinzi Saverio visse a Gagliano e resse come Priore la Confraternita del monte Carmelo
[3] vedi verbali n°18, 19, 20, 21 riportati in appendice.
[4] a proposito della croce si può osservare una particolarità da valutare attentamente, ossia che di norma le croci in ferro poste sulle sommità della torre campanaria e della facciata principale di tutte le chiese di solito sono orientate nella medesima direzione. Ciò non avviene per la chiesa del rosario, infatti, quella posta sulla facciata principale è orientata a est mentre quella posta sulla torre campanaria è orientata a sud. La spiegazione possibile è che la struttura della torre campanaria fu realizzata in epoca differente e che per mero errore fu orientata in modo differente. La cosa certa è che bisognerebbe approfondire.